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Tempo di lettura: 4 minuti

Quante volte ti è capitato di fermarti per parecchi minuti davanti allo scaffale del reparto farmacia di un supermercato e controllare decine di scatole senza capire, però, il significato dei valori riportati?
Oppure davanti al tuo pc, dopo aver digitato “migliori fermenti lattici” sul motore di ricerca dopo esserti avventurato all’interno di svariati siti alla ricerca dell’integratore ideale?

Spaesato, leggi diverse tabelle nutrizionali senza conoscere, però, i parametri chiave che possano identificare quel prodotto come più o meno necessario alle tue esigenze.

Abbiamo spiegato in questo articolo perché è importante l’integrazione di fermenti lattici.

Adesso, per venire incontro a questa importante esigenza, abbiamo redatto questa guida per riconoscere i migliori fermenti lattici e poter far chiarezza al fine di capire meglio il vasto mondo dei fermenti lattici e dei probiotici e facilitare la scelta di acquisto dei prodotti a base di questi “batteri buoni”.

Alla fine di questo articolo, conoscerai meglio le differenze tra fermenti lattici e probiotici e avrai chiari quali sono i parametri giusti da controllare la prossima volta che avrai bisogno di una confezione di questi prodotti. Eviterai, così, lunghe soste allo scaffale del supermercato o infinite ricerche sul web alla ricerca dell’integratore ideale.

 

FERMENTI LATTICI VIVI IN COMPRESSE MASTICABILI TRA I PIÙ COMPLETI SUL MERCATO


 

Differenza tra fermenti lattici e probiotici

Spesso questi due termini sono utilizzati come sinonimi perché sono entrambi microrganismi batterici. In realtà, essi sono delle entità distinte che presentano differenze sostanziali. Vediamo quali:

I fermenti lattici sono batteri che, partendo dalla fermentazione del lattosio, riescono a produrre acido lattico.

I probiotici, secondo definizione dell’OMS, sono: organismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, sono in grado di apportare dei benefici alla salute dell’individuo.

La differenza è, quindi, che i fermenti lattici, una volta ingeriti, generalmente non sopravvivono al passaggio nello stomaco. I probiotici, invece, rimangono vivi all’interno dell’organismo e, al contrario, essi sopravvivono al superamento delle pareti dell’organismo raggiungendo l’intestino. Qui, si replicano colonizzando il microbiota e svolgono le attività metaboliche fornendo, quindi, il beneficio citato nella definizione qui sopra.

 

Perché il termine “fermento lattico” è più comune di “probiotico”?

Non c’è una ragione precisa. Tuttavia, si pensa ad una motivazione prettamente storica.
L’impiego dei fermenti lattici risale all’antichità e venivano utilizzati per conservare il latte, dunque, essi sono entrati in maniera migliore nelle consuetudini di denominazione comune.

 

Quanti miliardi deve avere un buon probiotico?

I batteri sono numerosi, molto numerosi. Per contarli tutti vengono utilizzate le potenze del 10, suddivise in miliardi di colonie, per questo l’unità di misura in questione è denominata UFC (Unità Formante Colonie).

Le linee guida su probiotici e prebiotici [1] del Ministero della Salute citano: “Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili la quantità minima sufficiente per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino da parte di un ceppo microbico è di almeno 10^9 cellule vive per giorno. La porzione di prodotto raccomandata per il consumo giornaliero deve quindi contenere una quantità pari a 10^9 cellule vive per almeno uno dei ceppi presenti”.

In questo caso, 10^9 corrisponde a un miliardo: secondo questa linea guida, dunque, solo i batteri presenti nell’integratore (o alimento) pari o superiori a questa quantità minima sono in grado di arrivare fino all’intestino e colonizzarlo.
Se, ad esempio, ci trovassimo di fronte ad un integratore (o alimento) che contiene 1 milione di batteri (10^6), sappiamo già che è un quantitativo non sufficiente di batteri che possano arrivare all’intestino e introdursi nel microbiota.

 

Le caratteristiche per individuare un buon fermento lattico

Per identificare un buon fermento lattico, non è sufficiente il numero di miliardi di batteri presenti, nonostante sia il dato principale che compare sulle confezioni dei prodotti in commercio.
Vi sono altri parametri da considerare per identificare al meglio un buon fermento lattico:

  • Verificare se vi è la dicitura “vivi”: questo perché possano penetrare le pareti dell’organismo e colonizzare il microbiota intestinale
  • Se compiono un’azione utile e benefica per l’organismo dell’individuo
  • Se i ceppi batterici contenuti siano adatti al tipo di necessità, come il ceppo Acidophilus contenuto nel nostro Lactomus è utile contro il gonfiore e la disbiosi intestinale.

 

Integrazione consigliata

integratore-fermenti-lattici-inulina-vitamineOra che sai riconoscere i parametri determinanti che caratterizzano gli integratori e gli alimenti che contengono fermenti lattici e probiotici, sarà più semplice capire quale integratore è più o meno valido rispetto ad un altro.

Noi di ErboPharma, nei laboratori Moldes, abbiamo realizzato e sviluppato un Integratore in compresse masticabili a base di fermenti lattici vivi mirato al rapido ripopolamento della flora batterica del microbiota intestinale, finalizzato al riequilibrio dei ritmi intestinali e digestivi. Tutto ciò in un solo nome: Lactomus.

49 miliardi di fermenti lattici vivi provenienti da 5 ceppi diversi e potenziato con Vitamine del Gruppo B per donare nuova energia all’intero organismo.

 

Fonti:

[1] https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=1016&lingua=italiano

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